Circuito N. 1 - dal Rû de la Plana a la Tour e a Domianaz
Dal Rû de la Plana a la Tour e a Domianaz
Le grandi opere dei nostri padri: canali, torchi, villaggi, torri. Un territorio per l’uomo e soprattutto per la comunità
Punto di partenza: Giardino pubblico sopra stazione dei pullman.
Quota minima: Giardino pubblico 595 mt
Quota massima: Domianaz 740 mt
Durata: 2 ore il circuito completo
Segnaletica: Varia, citata nel testo
Periodo:Tutto l’anno
Il percorso:
Si risale la via Tromen, dotata di un pratico marciapiede, per un centinaio di metri o poco più fino al segnavia giallo a sinistra che indica Châtillon per il Canale della Pianura (Rû de la plana). La passeggiata lungo il canale, ora intubato, è in piano, agevole, a tratti panoramica, a tratti immersa in una natura rigogliosa, sempre rivelatrice di vita e attività tradizionali. Ben presto si svolta nel solco del Gran Valey, impluvio arginato e imbrigliato le cui larghe sponde profondamente erose denunciano le occasionali furiose piene. Vigne e prati su cui ci troviamo, fin giù al capoluogo ed oltre, si stendono sul materiale proveniente dallo Zerbion e nei secoli accumulato dal nostro torrentello, che con poca acqua è capace di mobilizzare grandiose colate detritiche.
Superato il Gran Valey ed i prati, su cui corre il confine con Chatillon, si svolta nuovamente in una forra verde e fresca di umidità; al fondo scorre una cascatella che si supera su una solida passerella in legno (20 minuti dalla partenza).
L’acqua proviene dal Rû des Gagneurs, che si alimenta dal Marmore a monte del nostro canale, e da Domianaz che visiteremo tra poco. Fra i castagni ora il sentiero tende a sporgersi come un balcone sulla valle.
Vigne intensamente coltivate e bei muretti in pietra, intercalati a spigolosi dirupi, e ancora boschi e poi prati annunciano le case di Pissin. Ma prima sulla destra si stacca la mulattiera per Cret-Dessous che può essere presa come scorciatoia per salire direttamente a La Tour.
Notare curiose forme tondeggianti di erosione sul masso (metagabbro) che segna il bivio.
Pissin-Dessus è un susseguirsi di pregevoli case tradizionali, ma il suo gioiello è il torchio settecentesco, magnifico strumento al servizio della comunità ora restaurato. Si trova in uno slargo proprio sul nostro percorso. Poco oltre, usciti su un ripiano, si svolta tutto a destra sulla strada regionale della Collina di Châtillon (45 min). Dopo un quarto d’ora si perviene a La Tour e si abbandona la strada regionale penetrando nel villaggio (segnavia n°10 campo di tzan; trascurare lo stradone a destra).
Passato il villaggio si segue il bel sentiero che sale sui prati aperti, panoramici e soleggiati, di fianco ad un vecchio ruscello con accurate opere in pietra. Sovente al limitar del bosco risuonano elaborati canti di uccelli e tamburellii di picchi in cerca di cibo sui tronchi secchi. Si perviene a Domianaz (1h e 10min) che merita di essere visitata al suo interno, lungo la viuzza che si diparte a sinistra, dopo il curioso rudere di un pinnacolo di canna fumaria sormontata dal camino. Fra l’altro si potrà ammirare sulla destra una magnifica finestra a chiglia rovesciata, architravi datati, e al fondo, la cappella di San Rocco. Ripreso il sentiero, si potrà sostare appena fuori del villaggio, in cima alla bianca falesia sul bordo del panoramico ripiano erboso.
Sulla via del ritorno, prima di entrare in La Tour, di fianco alla prima fontana, svoltare a sinistra verso l’edificio storico della Tour d’Emarèse e contornarlo sulla destra; proseguire sui prati e su alcune strutture residue verso est e, in vista della croce di missione, immettersi a sinistra nella strada regionale (1h e 40 min) che ci riporterà in comune di Saint Vincent. La strada passa a Biegne, frazione ben esposta sul ripido costone, e traversa fin sulla strada di Tromen da dove si ridiscende al giardino pubblico.
Testi di Piergiorgio CRETIER e di Francesco PRINETTI con la collaborazione di Ferruccio CURTAZ

