Circuito N. 6 - Il Castello di Ussel
Il Castello di Ussel
Percorso storico medievale dalle Gole di Montjovet al maniero trecentesco
Punto di partenza: Parcheggio - giardino del Ponte Romano 560 m
Quota minima: Pont des Chèvres 420 m
Quota massima: Château d’Ussel 620 m
Durata: 3 ore per l’andata-ritorno
Segnaletica: dal Pont des Chèvres segnavia n°8 del Comune di Châtillon
Periodo: evitare i mesi più freddi per la possibilità di ghiaccio sul ponte e sul sentiero
Il percorso:
Entrambe le linee urbane fanno capolinea al Ponte Romano, dove vi è anche un posteggio. È anche possibile proseguire in auto circa 700 mt e parcheggiare più avanti sul percorso. In ogni caso dal giardino si costeggia lo stabilimento Fera, poi si prende a destra la stradina che scende e la si segue fino al “roccione delle rotaie”, dove si affianca ad un rilievo lisciato dal ghiacciaio con dei solchi rettilinei. A questo punto, obbligatoriamente a piedi, si taglia il prato sulla destra verso il bordo del ripiano e ci si infila ancora a destra nel sentierino, protetto da una sbarra, che scende comodo e ben tracciato. Ben presto si giunge al fondovalle, si passa sotto l’autostrada e si attraversa la Dora sul Ponte delle Capre (20 min. dalla partenza).
Il ponticello in legno ad unica campata si attesta su solide spalle in roccia, piuttosto elevate sul livello dell’acqua, quindi al riparo dalle piene, là dove il fiume si restringe all’inizio delle Gole di Montjovet. Nonostante la vicinanza dell’autostrada, gli resta anche un notevole fascino storico ed estetico, pensando che più o meno come lo vediamo adesso costituì per secoli l’unico passaggio fra le due sponde nella media valle. Esso presumibilmente consentì all’ultimo castellano di Ussel una veloce fuga dal maniero, nel lontano XV secolo. Il nome allude all’agilità ed alla mancanza di vertigini necessarie ad attraversarlo, o forse alle greggi che vi transitavano.
Giunti sull’altra riva, prendere a destra in piano seguendo il segnavia n°8. Poco dopo, il primo bivio ci invita a salire a sinistra sulla pista sterrata, che si abbandona alla prima curva, dove un sentiero consente di mantenere la direzione. Nel bosco misto di castagni si incontra una chiazza di terra nerissima: alzando lo sguardo si noterà la piazzola di una carbonaia assai ben conservata.
Di fronte alla ex-stazione ferroviaria di Tenso il sentiero comincia a salire deciso, e si passa accanto ad una seconda carbonaia.
Dopo un po’ il bosco si dirada, appaiono muretti lunghi e ben costruiti, e il sentiero s’inoltra fra i prati fiancheggiato da due file di alberi. Siamo ormai sul terrazzo glaciale di Ussel (45 min.). Ancora un bivio ben segnalato ci invita a salire a sinistra (1 ora), quindi si ricade sulla pista sterrata mantenendo sempre la direzione verso ovest. Si entra in Ussel-Crétaz dal ponte della strada asfaltata per Bellecombe (1 h 15 min.). Attraversato il villaggio nell’interno per goderne gli angoli pittoreschi e le pregevoli architetture, si giunge a Taxard da dove un sentiero conduce al castello (1 h 30 min.).
Il maniero, costruito nella metà del XIV secolo dagli Challant, è a struttura monoblocco con prevalenti funzioni di difesa; pregevoli le murature, le bifore, le torrette sporgenti e la linea di archetti ciechi. Esso ospita periodicamente manifestazioni e mostre. Il roccione su cui sorge costituisce un giacimento di ferro (magnetite) ampiamente sfruttato dal XVII secolo ma ancora ricco di minerale; con prudenza ci si può avvicinare ad alcune aperture di gallerie.
Il ritorno, oltre che per la via dell’andata, può avvenire per la strada asfaltata fino alla Dora, quindi lungo una delle due sponde fino al Ponte delle Capre, dove si ritrova il sentierino che sale alla statale.
Testi di Piergiorgio CRETIER e di Francesco PRINETTI con la collaborazione di Ferruccio CURTAZ

