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Alla scoperta di Saint-Vincent

Video in italiano

Amay-Loto, Fromy, Colle di Joux

Sulle orme di Caterina di Challant e di Napoleone
Un dettaglio della facciata dello chalet Bon Sojour a Loto-Amay. In questa casa venne catturato Primo Levi
Un dettaglio della facciata dello chalet Bon Sojour a Loto-Amay. In questa casa venne catturato Primo Levi
Itinerario n. 14

Partenza da Amay-Loto. Visita alla Cappella di San Grato (patrono della Valle d’Aosta). Nella cappella – già citata nel XVI° sec. venne presumibilmente eretta in seguito di voto civico da parte della municipalità - grande altare barocheggiante con statue di recente fattura in quanto le originali (XVII° e XVIII° sec.) sono state rimosse per pericolo di furto. Poco distante grande rascard (XVIII° sec.) con base in pietra e finestre arricchite da monofore a chiglia rovesciata in cui, secondo la tradizione orale tramandata di generazione in generazione, Napoleone sostò e bevve vino in una grolla di legno. Si racconta che costui era salito ad Amay per ricercare passaggi alternativi al forte di Bard; la possanza delle mura di quel maniero costituiva infatti grave pericolo al suo esercito che dalla Francia giungeva per la campagna d’Italia. 
Ma le campagne circostanti avevano già “ospitato” altri importanti personaggi: alla fine del XV° secolo i militi di Pierre d’Introd (battagliero compagno della neo-contessa Caterina di Challant la quale, erede delle fortune e del feudo di quella famiglia, combatté con le unghie e con i denti per difendere quanto lasciatogli dal genitore) ebbero uno scontro – e, si racconta, anche sostanziosi aiuti dalla locale popolazione - nei pressi di quella località. 

Salire ad Amay (forno, rascards, fontanili e stupendo panorama sulla Valle e sulle cime circostanti, architravi datati, incisioni di croci e iniziali); proseguire a nord nella piccola valletta o, in alternativa proseguire lungo la regionale del Colle di Joux a lato strada fino al bivio per Fromy. Giunti alle case (prevalentemente baite) proseguire sullo sterrato a nord fino al bivio e poi a ponente. 
Al successivo bivio prendere la strada a destra. La camminata da Fromy (di nessuna difficoltà) è caratterizzata da un maestoso bosco di abeti, larici e pini e da un altrettanto ricco sottobosco. La flora presenta fiori tipici dell’alta montagna e la fauna è composta da varie specie di uccelli, da scoiattoli, da caprioli e, se avrete fortuna, incontrerete camosci. Nella stagione autunnale si possono raccogliere in sito numerosi funghi (in particolare bellissimi e profumatissimi porcini). 
Al centro del pianoro – un maestoso anfiteatro naturale - è stato realizzato nei decenni scorsi, e su di una roccia affiorante, il monumento dedicato agli Alpini che qui (ogni anno e alla prima domenica di agosto) si ritrovano per assistere ad una funzione religiosa in ricordo dei loro Caduti e successivamente per rinnovare e consolidare la loro amicizia attraverso un pranzo. Il toponimo Fromy deriva da formica e infatti noterete all’interno della pineta grandi tumuli composti da aghi di pino costruiti dalle formiche.

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