Al di là della musica "ufficiale", quella delle grandi corali, a raccontare la storia della Valle d'Aosta ed il suo forte attaccamento alle tradizioni, sono stati negli ultimi decenni alcuni grandi cantautori valdostani che proprio attraverso i propri testi, molto spesso elaborati in "patois", il dialetto valdostano, hanno saputo cogliere le mille sfaccettature, i pregi e le incongurenze di una realtà che ha visto profondamente cambiare la propria natura con lo scorrere del tempo.

Tra questi personaggi, uno degli interpreti più carismatici e vocalmente talentuosi, insieme a Magui Bétemps e Luis de Jyaryot, è sicuramente Maura Susanna, cantautrice valdostana che proprio da Saint-Vincent ha dato il via alla sua carriera.

Considerata la voce più genuina dell'animo popolare valdostano, si è rivelata al pubblico per la prima volta, ancora dodicenne, alla gara "Microfono libero" organizzata dai Padri Canossiani. Nei primi anni '70 partecipò con successo a diversi concorsi canori e nel '73 una sua canzone fu inserita nel 33 giri compilation del "Cantagiugno Eporediese".
Per qualche anno trascurò l'attività musicale per dedicarsi al teatro, in patois (ne "La veillà de Tsateilon") e in italiano (nella compagnia "L'Arca" di Saint-Vincent).

Proprio su invito di Luis de Jyaryot, tornò alla musica nel 1980 in occasione di un concerto di beneficenza per i terremotati della Campania. Nel 1982 fondò la cooperativa "Ambrokal" con Luis de Jyaryot, Felice Bessolo, Giancarlo Bianchedi, Enzo Servodidio e i Trouveurs e nel 1983 pubblicò il 33 giri "Fables de nos jours", dedicato alle canzoni di Maguì Bétemps, la prima cantautrice valdostana. In quel periodo cominciò ad esibirsi in Italia (Roma, Palermo, Bari, Foggia) e all'estero (Londra, Parigi, Tokyo).

Nel repertorio di Maura Susanna, accanto alle canzoni della cultura popolare valdostana, sono entrati brani popolari di tutto il mondo, cantati in francese, catalano, creolo, spagnolo e giapponese, scelti proprio perchè capaci di cantare i sentimenti, gli stati d'animo di tutti gli uomini, utilizzando la musica, che è il linguaggio più universale.

Il '95 è stato segnato da due eventi degni di nota: la pubblicazione del CD "Il viaggio" e l'incontro con Joan Baez.

Dopo alcuni anni nei quali la sua attività di cantautrice ha subito un rallentamento, dopo l’album "Fables de nos jours" del 1983, e il CD "Il Viaggio"  del 1996, l’artista ha recentemente presentato il suo ultimo lavoro, ‘Terra Mia’, un dialogo fra lingue (il patois, l’italiano e il francese), fra generi musicali, note e poesia. Un lavoro nel quale i versi di Boris Vian, di Emily Dickinson e della poetessa valdostana Eugénie Martinet trovano una veste musicale grazie alla sottile sensibilità linguistica.

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