I Ru, canali che attraversano molto spesso il territorio collinare per trasportare l'acqua da un villagio ad un altro e per permettere, al tempo stesso, il mantenimento delle coltivazioni in un territorio cosi' difficile come quello alpino, rappresentano un'ennesima importante testimonianza dell'impegno e della difficoltà che ha segnato la vita della popolazione valdostana nel corso degli anni.

Il Ru Courtaud, con altri innumerevoli canali, testimonia questo sforzo compiuto dai nostri antenati per assicurare il verde, per bonificare e salvare dall'abbandono intere coste altrimenti bruciate dal sole, soprattutto se esposte a mezzogiorno (l' "adret").

Nel 1393 un gruppo di proprietari terrieri di Saint-Vincent, di Emarèse e di Arbaz (nel comune di Challand-Saint-Anselme) ottennero da Ibleto di Challant, dietro versamento di ventiquattro fiorini d'oro e di un'imposta annua, il diritto perpetuo di irrigare le loro terre con l'acqua dei torrenti Ventina e Nana, situati nella Parrocchia di Ayas. L'atto definitivo per la costruzione del canale e per la ripartizione delle acque venne stipulato nel 1433, sotto la giurisdizione del figlio di Ibleto, François.

I lavori per la realizzazione di quest'opera titanica richiesero molti anni. Il canale infatti, costeggiando la vallata dell'Evançon, arrivò fino al Col de Joux.

Da allora la struttura viene mantenuta in perfetta efficienza lungo tutto il suo percorso, quasi venticinque chilometri, sempre affiancata da un sentiero di servizio.

Dopo la peste del 1630 il ramo che biforcava su Emarèse, dopo il Col de Joux, divenne inattivo.

Negli anni settanta del secolo scorso si formò un nuovo consorzio per il miglioramento del "Ru", le cui acque, oggi, dopo venti chilometri in condotta, scorrono a cielo aperto nella foresta del Col de Joux, dando origine ad un sentiero quasi completamente pianeggiante lungo il quale è piacevole e suggestivo effettuare passeggiate completamente immersi nella flora e nella fauna locale.

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