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Una pod-map è un'audioguida che permette di esplorare un territorio. Qui potete ascoltare i vari contenuti, ma per godere appieno dell'esperienza dove passeggiare tra le vie di Saint-Vincent, cercare i cartelli dei punti di ascolto, inquadrare i QRcode e farvi emozionare!

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Alla scoperta di Saint-Vincent

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Feilley

Un piccolo villaggio a est di Saint Vincent
E' molto probabile che il villaggio, che oggi conta 50 residenti, fosse abitato fin da epoche antichissime e tracce del passato si scoprono percorrendo le strette vie dell'agglomerato; sul pavé sono, infatti, visibili i segni lasciati dalle ruote dei carri che vi transitavano. 

Tutt'oggi nel piccolo abitato si nota, in particolare, la presenza di una costruzione tardo-gotica. Interessanti appaiono un affresco della Crocifissione, del 1707, e una meridiana con motivi floreali risalente all'anno 1868. 

Ricordiamo, poi, la chiesa dedicata a San Rocco, di cui è contitolare San Sebastiano, presso la quale la gente accorreva in caso di epidemie o calamità. 
Nel corso dei secoli, pur con evidenti difficoltà, furono sempre garantiti lasciti e legati necessari al mantenimento dell'edificio. 
La facciata mostra due affreschi raffiguranti i santi Rocco e Vincenzo, all'interno degni di nota, sono l'altare e la tribunetta che ospita ancora oggi la cantoria in occasione della festa patronale. La cappella, inoltre, era sede di tappa della Processione delle vigne che qui sostava per la celebrazione liturgica. 

L'acqua, per le coltivazioni e per il mulino, era fornita dal quattrocentesco Ru d'Arlaz che, pescando direttamente a Brusson giunge anche a Feilley; così come giungeva al villaggio l'elitaria passeggiata che dalle Terme accompagnava gli ospiti attraverso i lussureggianti castagneti della collina.

Anche i giovani hanno ricordi da tramandare. 
Le corse fino alla croce della missione di Challiun per poi ridiscendere a gambe levate per entrare puntuali all'inizio delle lezioni alla scuola di Feilley. 
E le gare a chi raccoglieva più castagne? Castagne che servivano alle nonne per preparare "lo coeur de pela", una "seuppa" a base di orzo, castagne, fagioli e stinco di maiale cotta nel latte.

Testo a cura di Luigi Capozza e Luca Pensato

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