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À la découverte de Saint-Vincent

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Chiesa e sito archeologico

Un mondo nascosto sotto la chiesa
La chiesa parrocchiale di Saint-Vincent è dedicata a San Vincenzo di Saragozza, il martire cristiano protettore di orfani e vedove. Una leggenda narra che il corpo di San Germano, vescovo di Parigi e grande ammiratore e devoto di San Vincenzo di Saragozza, venisse deposto - mentre rientrava a Parigi - in un edificio romano che si trovava sotto la chiesa. Ed ecco quindi spiegata la dedica al grande santo spagnolo.

L'edificio risale all'XI secolo, mentre il bellissimo campanile romanico risale al secolo successivo.
L’interno è caratterizzato da una grande sobrietà di linee cui fa da contrasto la ricchezza degli affreschi nell'abside.

La navata è scandita da una successione di colonne alternativamente quadrate, circolari e poligonali.

In origine la chiesa non aveva le volte (sono del 1696) né le grandi finestre attuali. Il tetto era retto da capriate in vista o con soffitto a cassettoni e la luce entrava, discreta, attraverso finestre alte, strette, centinate, a doppia strombatura. Anche l’arco a sesto acuto che sovrasta l’altare è posticcio, sebbene assai antico.

Sotto la zona dell'altare, accessibile dalla navata sinistra, c'è una piccola cripta romanica divisa in tre navate ciascuna a tre arcate e le cui colonnine in pietra sorreggono capitelli risalenti all’VIII secolo. Tale cripta è stata ridotta nel XIII per costruire l'arco trionfale sopra l'altare.

Gli affreschi più antichi della chiesa sono quelli dell’absidiola nord, dovuti a Iacopo Jacquerio (o alla sua scuola), datati 1416. Sempre nel XV secolo Giacomino da Ivrea dipinse l’arco trionfale con un ciclo di dottori della Chiesa, santi e profeti. Sopra questi dipinti, scialbati e intonacati, Filippo da Varallo eseguì verso la fine del XVI secolo le decorazioni che ancora si vedono (in parte, e grazie ai restauri degli anni ’70), e che a suo tempo ricoprivano interamente la conca presbiteriale.

I lavori di restauro, cui abbiamo appena accennato, sono stati resi necessari da un'esplosione (di orgine vandalica) accaduta nel 1968.
Tali lavori hanno parzialmente rovinato l'esterno della chiesa, dandole l'aspetto attuale, ma hanno il merito di aver dato nuova vita ad alcuni dei prestigiosi affreschi interni.
E alla stessa esplosione si deve il merito di aver portato alla luce un sito archeologico che, abitualmente è visitabile, ma che in questo momento è oggetto di lavori di ristrutturazione.

Il sito archeologico presenta alcune tracce di sepoltura e, soprattutto, i resti di un edificio romano, probabilmente un bagno pubblico, dove si riconoscono l'hypocastum e il frigidarium.

Tornando alla chiesa parrocchiale, merita la visita il museo di arte sacra in fondo alla navata sinistra, che conserva sculture lignee, come il San Maurizio policromo del XV secolo proveniente dalla chiesa di Moron, ed altre opere d’arte che vanno dal XV al XVIII secolo, tra cui croci processionali, reliquiari e oggetti liturgici.
E ci raccomandiamo di ammirare anche il Cristo in Croce nel presbiterio che è un'opera in bronzo dell'artista bolognese Luciano Minguzzi, autore anche di altre opere presenti in Saint-Vincent.

Posizione e contatti

Prénom Description
Téléphone INFO: 389/1369524
Site https://www.parrocchiastvincent.it/storia-sito-archeo/ (Ouvre dans un nouvel onglet)
Ouverture sabato 15:00 / 18:00
in settimana su prenotazione
Tarif 3,00 € come offerta-contributo al mantenimento del Sito e della Chiesa Parrocchiale romanica
Modalità di accesso
Purtroppo non accessibile ai disabili

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